Bergamo in moto: città, valli, fiumi, laghi e tanta…tanta roba

Nata tra queste curve

Sono nata a Bergamo. Non ci sono arrivata per caso, per lavoro o per amore. Sono nata qui, tra le mura veneziane e il profumo della polenta che sale dalle trattorie di Città Alta. E quando ho preso la patente moto, a vent’anni, ho capito che tutto quello che avevo dato per scontato fino a quel momento – le valli, i passi, i laghi, le strade che si arrampicano verso le montagne – era in realtà un tesoro incredibile.

La mia Moto Guzzi V7 III Stone è parcheggiata sotto casa, in via Broseta. Ogni volta che la guardo, con la sua linea essenziale e quel motore bicilindrico che ha fatto la storia del motociclismo italiano, penso a tutte le strade che abbiamo fatto insieme. E penso a tutte quelle che ci aspettano ancora.

Oggi voglio portarti con me in un viaggio di quattro giorni attraverso la mia terra. Non è un itinerario da turista: è il percorso che faccio quando voglio sentirmi viva, quando ho bisogno di ricaricare le batterie, quando voglio ricordarmi perché sono così orgogliosa di essere bergamasca. Circa 200 km al giorno, tutti ad anello, partendo e tornando sempre a casa mia. A casa nostra.

Metti il casco, accendi il motore. Si parte.

Giorno 1: Valle Brembana e il Passo San Marco – il battesimo del fuoco

Sono le 7:30 del mattino e Bergamo è ancora addormentata. Accendo la Guzzi, e quel suono inconfondibile del bicilindrico a V di 90 gradi mi fa sorridere come sempre. Attraverso Città Alta passando da Porta Sant’Agostino: a quest’ora non c’è nessuno, solo io, la mia moto e le pietre che hanno visto passare secoli di storia.

Scendo verso Valtesse e imbocco la SP470, direzione Valle Brembana. Il fiume Brembo scorre alla mia destra, impetuoso e verde, e io seguo il suo corso come ho fatto centinaia di volte. Questa è la valle dove venivo da bambina con i miei genitori, dove ho imparato a sciare a Foppolo, dove ho mangiato i miei primi casoncelli in una baita di montagna.

Ma oggi la vedo con occhi diversi. Attraverso San Pellegrino Terme – le terme liberty, il Casinò, le ville d’epoca – e proseguo verso Zogno, poi Sedrina. La Guzzi ronza dolcemente sotto di me, non è una moto nervosa o aggressiva, ma ha un carattere deciso, solido, rassicurante. È perfetta per queste strade.

Dopo Piazza Brembana, la strada inizia a salire seriamente. Destinazione: Passo San Marco, 1992 metri. Sono 13 km di tornanti che conosco curva per curva, ma che ogni volta mi emozionano come fosse la prima. L’asfalto è buono, le curve sono ampie e ben visibili, e la Guzzi si comporta da signora: stabile, precisa, mai nervosa.

Arrivo in cima con il cuore che batte forte. Non per la fatica, ma per la bellezza. Davanti a me c’è la Valtellina, dietro di me c’è casa. Mi fermo al rifugio, spengo il motore, e per un attimo c’è solo il silenzio delle montagne. Poi ordino un caffè e una fetta di crostata, e parlo con un gruppo di motociclisti veneti che sono saliti apposta per fare questo passo. “Bellissimo”, dicono. E io, con orgoglio: “È casa mia”.

Scendo verso Morbegno, ma solo per pochi chilometri, poi torno indietro – perché il San Marco merita di essere fatto due volte – e devio verso la Valle Taleggio. Questa valle è un segreto che i bergamaschi custodiscono gelosamente: stretta, verde, autentica, lontana dal turismo di massa. La strada è più piccola, più tecnica, e ti porta a Pizzino, dove mi fermo sempre a comprare il Taleggio DOP da “Il Casaro”. Il profumo di quella bottega è qualcosa che non si dimentica.

Pranzo a Vedeseta, da “Gigi”: polenta taragna con funghi porcini e salsiccia, un bicchiere di Valcalepio rosso, e la sensazione di essere esattamente dove devo essere. Totale del giorno: 185 km di pura felicità.

Giorno 2: Valle di Scalve, Passo del Vivione e Lago d’Iseo – il giorno perfetto

Il secondo giorno punto verso est. Esco da Bergamo e prendo la SS671 che costeggia il fiume Serio. Questa è la Valle Seriana, la valle dell’industria e del lavoro, ma anche dei paesaggi incredibili. Attraverso Alzano Lombardo, Nembro, Albino – paesi che conosco bene, dove ho amici, dove ho vissuto pezzi della mia vita.

Arrivo a Clusone, con il suo orologio planetario e le Danze Macabre affrescate sull’Oratorio dei Disciplini. Ma oggi non mi fermo: punto dritto verso la Valle di Scalve, una valle laterale che si apre come un mondo a parte. La SP294 mi porta a Vilminore e poi a Schilpario, attraversando paesaggi alpini veri: cime rocciose, boschi di conifere, malghe dove d’estate pascolano le mucche.

E poi c’è lui: il Passo del Vivione. 1828 metri, 12 km di salita con pendenze importanti e curve tecniche. La Guzzi non è una moto da pista, ma qui dà il meglio di sé: il baricentro basso, il peso ben distribuito, la coppia generosa del motore che ti permette di uscire dalle curve con decisione. Ogni tornante è un piacere, ogni cambio di pendenza è un dialogo tra me e la moto.

In cima, al rifugio, mi fermo a bere una spremuta e a guardare la Presolana che domina il paesaggio. Un motociclista milanese mi chiede: “Ma tu sei di qui?”. “Sì”, rispondo con orgoglio. “Che fortuna”, dice lui. E ha ragione.

Scendo verso Aprica, ma poi torno indietro e punto verso il Lago d’Iseo. Passo per Lovere, una delle perle del lago, con il suo lungolago elegante e il centro storico raccolto. Poi costeggio il lago verso sud, passando per Riva di Solto, Castro, fino ad arrivare a Sarnico.

Qui mi fermo per pranzo al “Ristorante Al Porto”: lavarello fritto croccante, risotto al pesce persico, e una vista sul lago che vale ogni centesimo. Mangio lentamente, guardando le barche che passano e pensando a quanto sono fortunata a vivere qui.

Il ritorno verso Bergamo è dolce: passo per Credaro, Trescore Balneario, seguendo il fiume Cherio che scorre tranquillo tra i campi. Arrivo a casa con 215 km nel contachilometri e il sorriso stampato in faccia.

Giorno 3: Colli di San Fermo e Valle Imagna – la bellezza nascosta

Il terzo giorno è dedicato a una zona che molti non conoscono, ma che per me è speciale: i Colli di San Fermo e la Valle Imagna. Sono strade più piccole, meno famose, ma proprio per questo più autentiche.

Esco da Bergamo verso ovest e salgo ai Colli di San Fermo attraverso una strada stretta e tortuosa che si arrampica tra boschi e prati. La vista sulla città e sulla pianura è spettacolare, soprattutto nelle giornate limpide quando si vedono le Alpi sullo sfondo. Mi fermo al Santuario di San Fermo, un luogo di pace e silenzio, e faccio due passi per sgranchirmi le gambe.

Poi scendo verso la Valle Imagna, una valle parallela alla Brembana ma molto meno conosciuta. La strada è la SP40, e ti porta attraverso paesini come Almenno San Bartolomeo (dove c’è la splendida Rotonda di San Tomè, un gioiello romanico), Roncola, Sant’Omobono Terme, fino a Corna Imagna.

Questa valle ha un fascino discreto, quasi timido. Non ci sono passi alpini o panorami mozzafiato, ma c’è un’autenticità che ti entra dentro. Le strade sono strette e tecniche, perfette per la Guzzi che si muove agile tra le curve. E poi ci sono i Tre Faggi, un punto panoramico sopra Corna Imagna da cui si vede tutta la valle: un posto magico, soprattutto al tramonto.

Pranzo a Corna Imagna, alla “Trattoria del Cacciatore”: casoncelli bergamaschi (quelli veri, con amaretti, uvetta e grana), polenta e brasato, e per finire un caffè corretto. È il pranzo della domenica, quello che ti fa sentire a casa.

Nel pomeriggio faccio un giro verso Selvino e Aviatico, salendo da Nembro attraverso una strada panoramica che si arrampica tra i boschi. Sono località di villeggiatura estiva, tranquille e rilassanti, con una vista incredibile sulla pianura. Mi fermo al Colle dei Roccoli, un belvedere naturale, e resto lì qualche minuto a guardare il mondo dall’alto.

Ritorno a Bergamo passando per Albino e la Valle Seriana. Totale: 160 km, ma intensi e pieni di scoperte.

Giorno 4: Città Alta, Valle Cavallina e il fiume Adda – chiudere il cerchio

L’ultimo giorno è dedicato a quello che amo di più: Città Alta e i dintorni più intimi di Bergamo. Parcheggio la Guzzi vicino a Porta San Giacomo e mi perdo tra le vie del centro storico. Piazza Vecchia, la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Cappella Colleoni, il Campanone. Sono luoghi che conosco da sempre, ma che ogni volta mi emozionano.

Salgo fino a San Vigilio, il punto più alto della città, da cui si vede tutto: la pianura, le Prealpi, le Orobie. È qui che venivo da ragazzina a guardare il tramonto con gli amici. È qui che torno ogni volta che ho bisogno di ritrovare me stessa.

Poi risalgo in moto e punto verso la Valle Cavallina, seguendo il fiume Cherio. Passo per Trescore Balneario, Zandobbio, Borgo di Terzo, fino ad arrivare al Lago di Endine, un piccolo lago prealpino circondato da colline verdi. È meno famoso dell’Iseo, ma proprio per questo più tranquillo e autentico.

Mi fermo a Monasterolo del Castello, un paesino che si affaccia sul lago, e faccio una passeggiata sul lungolago. Poi riprendo la moto e punto verso il fiume Adda, scendendo verso Calusco d’Adda e Trezzo sull’Adda. Qui il fiume scorre largo e potente, e la strada che lo costeggia è un piacere da percorrere: fluida, panoramica, mai noiosa.

Pranzo a Trezzo, in una trattoria sul fiume: risotto con il salame, cotoletta alla milanese (sì, lo so, non è bergamasca, ma qui la fanno benissimo), e un bicchiere di bianco fresco. Guardo l’Adda che scorre e penso a quante storie ha visto passare questo fiume.

Il ritorno a Bergamo è breve: passo per Bonate Sotto e Ponte San Pietro, seguendo il Brembo che mi riporta a casa. Totale: 140 km, ma carichi di significato.

Quello che queste strade mi hanno insegnato

Sono cresciuta qui, tra queste strade, questi fiumi, queste montagne. E ogni volta che salgo in moto, scopro qualcosa di nuovo. Non parlo solo di posti, ma di emozioni, di incontri, di momenti che restano.

Ho imparato che la bellezza non è sempre nei grandi passi alpini o nei laghi famosi: a volte è in una curva nascosta, in un paesino dimenticato, in un tramonto visto da un colle sconosciuto. Ho imparato che la Moto Guzzi V7 III Stone, con il suo carattere italiano e il suo motore che parla bergamasco (sì, perché Moto Guzzi è italiana come me), è la compagna perfetta per queste strade: non serve la potenza, serve il carattere.

E ho imparato che essere nata qui è un privilegio. Ogni curva racconta una storia che conosco, ogni paese ha un volto familiare, ogni piatto ha un sapore che mi riporta a casa.

Consigli per chi vuole partire

Se stai pensando di fare questo viaggio, il mio consiglio è: fallo. Non serve una moto potente o super accessoriata, serve solo la voglia di mettersi in strada e di lasciarsi sorprendere. La mia Guzzi ha 52 cavalli, ma mi ha portato ovunque senza mai lamentarsi.

Porta con te una giacca a strati, perché in quota fa fresco anche d’estate. Fai il pieno prima di salire ai passi, perché i distributori non sono ovunque. E soprattutto, prenditi il tempo per fermarti: nei rifugi, nei paesini, davanti a un panorama che ti toglie il fiato.

Bergamo e le sue valli ti aspettano. E ti prometto che, una volta tornato a casa, avrai già voglia di ripartire.

Se hai fatto questo viaggio, o se hai altre strade da consigliarmi in zona, scrivimi nei commenti: sono sempre alla ricerca di nuove curve da esplorare. E se vuoi prepararti al meglio, dai un’occhiata alla mia sezione dedicata all’equipaggiamento da viaggio e alle mappe per motociclisti – trovi tutto su SubitoMoto.com.

Ci vediamo in strada. Con il vento in faccia e il cuore a casa.

Gisella

Cardo SPIRIT, interfono Mani libere bluetooth da motociclo - Singolo
Amazon.it
4.0
Cardo SPIRIT, interfono Mani libere bluetooth da motociclo - Singolo
2 x Auricolare Casco Moto Bluetooth 5.4 Interfono Moto Casco Coppia con Doppio Chip per Multitasking Audio Cuffie 500M Sistema di Comunicazione Casco 2 Motociclisti Compatibile con Tutti i Caschi
Amazon.it
4.0
2 x Auricolare Casco Moto Bluetooth 5.4 Interfono Moto Casco Coppia con Doppio Chip per Multitasking Audio Cuffie 500M Sistema di Comunicazione Casco 2...
Moman H2Pro Interfono Moto Coppia - Connettività Universale, Auricolare Casco Moto 2 Ciclisti 1000M Sistema di Comunicazione Triple Riduzione del Rumore Hi-Fi Stereo Condivisione Musica FM IP65
Amazon.it
4.0
Moman H2Pro Interfono Moto Coppia - Connettività Universale, Auricolare Casco Moto 2 Ciclisti 1000M Sistema di Comunicazione Triple Riduzione del Rumore...
ACTION CAMERA 1080P WIFI BODY CAM MOTO BICI SPORT VISIONE NOTTURNA 180° SCHERMO
eBay
24,90€
ACTION CAMERA 1080P WIFI BODY CAM MOTO BICI SPORT VISIONE NOTTURNA 180° SCHERMO
PRO CAM SPORTS ACTION CAMERA 4K WIFI ULTRA HD 16MP VIDEOCAMERA TELECOMANDO MOTO
eBay
38,99€
PRO CAM SPORTS ACTION CAMERA 4K WIFI ULTRA HD 16MP VIDEOCAMERA TELECOMANDO MOTO
ACTION CAM MIDLAND H3+ FULL HD IMPERMEABILE WI FI TELECAMERA SUBAQUEA SPORT MOTO
eBay
49,99€
ACTION CAM MIDLAND H3+ FULL HD IMPERMEABILE WI FI TELECAMERA SUBAQUEA SPORT MOTO
Supporto Mentoniera Casco Moto Bici per Action Cam GoPro Hero 12-9, Universale
eBay
7,60€
Supporto Mentoniera Casco Moto Bici per Action Cam GoPro Hero 12-9, Universale

Lascia un commento